lesbo
IL FIORE E IL MARTELLO
22.06.2026 |
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"Le mie amanti più giovani non disdegnano di farmi un pompino, di succhiare questa protuberanza di carne mentre io le inondo di parole sporche..."
Mi chiamo Monica, ho cinquantotto anni e il mio corpo è una mappa di tutte le vite che ho vissuto. Alta un metro e settantacinque, con capelli biondi che cadono sulle spalle e occhi verdi che ancora sanno spiazzare. Le mie tette, quelle che i miei amanti chiamano "le mie pere perfette", sussultano leggermente quando respiro, i capezzoli turgidi che spingono contro la seta della camicia da notte. Tre figli ho partorito naturalmente, ma la mia fica non è quella di una donna sfinita. Per questo devo ringraziare il mio secondo marito. Per anni mi ha allenata, ha trasformato il mio corpo in uno strumento di piacere capace di accogliere i cazzi più grossi, le mani più insistenti. Mi ha fatto provare ogni tipo di penetrazione, ogni sorta di penetrazione con la mano, fino a quando la mia fica non è diventata ciò che è oggi: esperta, elastica, sempre pronta.Ora sono sola nella mia camera da letto. La doccia calda ha lasciato la pelle liscia e profumata, gli oli mi avvolgono in un alone di vaniglia e sandalo. Accanto a me, sul letto di moglie che non uso più da anni, c'è la scatola dei miei desideri. La scatola nera lucida con la serratura d'argento, quella che contiene i miei segreti, i miei giocattoli, la mia libertà. La apro lentamente, il rumore del cerniere metallico che scorre sembra un sussurro promettente. Le mie dita sfiorano il silicone liscio dei falli artificiali, le cinghie dell'imbracatura fallica, le manette di velluto. Ma stasera voglio altro.
Prendo la pompa a vuoto, quel piccolo cilindro di plastica trasparente che mi fa impazzire. Mi sdraio sulle lenzuola fresche, le gambe oscenamente aperte e appoggio la base della pompa contro la mia clitoride. Inizio a pompare lentamente, sentendo il vuoto che si crea, che tira la mia carne, la gonfia. Ogni pompata è un piccolo morso di piacere, una promessa di ciò che verrà. Chiudo gli occhi e guardo dentro di me, vedo il mio piccolo bottone rosso gonfiarsi, diventare duro, prominente. Diventa un cazzo, il cazzo di un adolescente, duro e fiero che chiede di essere toccato, leccato, succhiato.
I miei pensieri tornano indietro, a quando ero teenager e la cantina del nostro condominio era il regno dei segreti. L'odore di umido e polvere, le lampadine scoperte che creavano ombre danzanti sui muri di cemento. Lì, con le mie amiche, parlavamo a bassa voce di quelle strane sensazioni che ci attraversavano il corpo, del calore che ci saliva alle guance senza motivo. Poi arrivò Marta, con gli occhi brillanti e la borsa di tela piena di riviste. Erano quelle porno degli anni '80, con copertine sgargianti e donne dai corpi perfetti.
Una in particolare mi colpì. Quella a tema lesbo. Due donne bionde, una inginocchiata davanti all'altra, la lingua tesa verso una fica depilata che sembrava un fiore. Sentii per la prima volta quel bagnato tra le cosce, quella sensazione di caldo umido che mi spandeva le mutandine. "Vuoi provare?" mi sussurrò Marta, le sue dita già che accarezzavano la mia coscia. Il suo bacio fu diverso da quello dei ragazzi, più morbido, più insistente. La sua lingua esplorò la mia bocca con una conoscenza che mi spaventò e mi eccitò.
Nei pomeriggi a seguire scoprii molte cose. Scoprii il sapore di un'altra donna, la consistenza delle sue labbra, il modo in cui i suoi capezzoli indurivano sotto le mie dita. Scoprii il piacere di leccare una fica, di sentire i suoi succhi sulle mie labbra, di sentirla tremare mentre la portavo all'orgasmo. E soprattutto scoprii la potenza sconvolgente dei miei primi orgasmi, quelli che mi piegavano in due, che mi facevano vedere stelle, che mi lasciavano senza fiato e con le gambe molli.
Mentre la pompa continua a lavorare sulla mia clitoride, ora enorme e sensibile, la mia mano scende più in basso. Massaggio il buco del culo, quello che ho spesso dato volentieri agli amici di mio figlio. Ricordo Marco, diciottenne con gli occhi spaventati e il cazzo duro come il marmo. "Sei sicura, Monica?" mi chiese, le mani che tremavano mentre mi spalmava il lubrificante. Lo presi per i polsi, lo guidai dentro di me. "Scopami," gli ordinai, e lui obbedì. Il suo cazzo giovane che mi riempiva l'ano, i suoi gemiti, il modo in cui sborrava dentro di me, sentendo le sue contrazioni che si univano alle mie.
Oggi, a cinquantotto anni, sono una vecchia puttana che sa cosa vuole. Preferisco l'imbracatura fallica, il potere di penetrare una ragazza giovane, di sentire i suoi fremiti mentre il mio cazzo di silicone la riempie. Adoro sentire la mia clitoride eretta ed enorme che striscia sulle cinghie dure dell'imbracatura fallica, la frizione che mi porta vicina all'orgasmo mentre scopo una ventenne disposta a tutto. Le giovani ragazze, con i loro corpi freschi, la loro voglia di sperimentare, la loro ammirazione per una donna esperta come me.
La pompa ha fatto il suo lavoro. La mia clitoride è un piccolo cazzo perfetto, duro e pulsante. Le mie amanti più giovani non disdegnano di farmi un pompino, di succhiare questa protuberanza di carne mentre io le inondo di parole sporche. "Succhialo, troia," dico, "leccami come se fosse un cazzo vero." E loro obbediscono, con gli occhi pieni di desiderio e di un po' di paura.
Ora sto per esplodere. I brividi partono dalla nuca, scendono lungo la schiena, mi fanno contrarre i muscoli del ventre. La mia fica è un fiume in piena, il culo si stringe, la clitoride pulsa sotto la pressione della pompa. Penserò a Carla, alla sua amica, a quella figlia diciottenne che non smette di guardarmi con quegli occhi che dicono tutto. "Voglio essere scopata da te," dicono i suoi sguardi, "voglio che tu mi insegni tutto." E un giorno lo farò. Un giorno la prenderò, la leccerò, la scoperò con la mia imbracatura fallica fino a farla urlare.
L'orgasmo mi travolge come un'onda. Un urlo mi sfugge dalle labbra, il corpo si contorce, le gambe si aprono ancora di più. La fica schizza, l'ano si contrae spasmodicamente, la clitoride pulsa così forte da farmi male. Sono una donna di cinquantotto anni che sta venendo come una adolescente, con la stessa forza, la stessa disperazione. E mentre il piacere mi attraversa, penso a quella ragazza, a come la trasformerò, a come la farò mia. Questa storia è per lei.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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